Nino Oliva

"...Ed è qui che si accentra, in tutta la sua effettiva dimensione, l’impegno pittorico di Nico De Sanctis, giacché le sue opere si definiscono proprio nel momento in cui l’impiego sobrio e delicato del colore produce il passaggio catartico dalla comune esistenza alla sublimazione poetica dell’arte."


Renzo Modesti

"Nico De Sanctis è una di quelle scatole cinesi che aperte rivelano un’altra chiusura costituita da altra scatola che a sua volta aperta ti porta ancora più dentro fino a quella miniscatola ermeticamente chiusa che si tiene il segreto e lascia insoddisfatta la tua ormai ansiosa curiosità.
...Di caparbiamente sistematico c’è solo l’impegno di incalzare dappresso se stesso e la forma, con ripescaggi, recuperi, occhiate più condotti dall’intuizione e dall’impulso dell’irrazionale che dal rigore del razionale. E’ così che metafisica, surrealtà divengono suggestioni evidenti alle quali si sottrae evadendo nel più largo e incerto dominio del fantastico.
...Di certo, qualificabile, è la sicurezza delle appropriazioni (che è poi rendere inedito l’edito), la continuità della linea evolutiva, la padronanza dei mezzi anch’essi in progress.
...Così le appropriazioni sono tante e composite, non tutte strettamente ortodosse, ma altrettanto sono le disattese. Ed è forse proprio qui il segreto dell’utilizzo altro, dell’adozione ribaltata che spiazza il referente. Anche per quel che riguarda le tecniche che l’Artista piega e articola a proprio modo, con somma attenzione al segno e al prezioso della materia.
...Nico De Sanctis ha una posizione di libertario tra i libertari. Libertario, però, non vuole dire cane sciolto. Lui sta nella continuità del verbo surreale con disinvolta nonchalance, cioè con poco rispetto delle regole e dei precedenti..."


Gianpaolo Polvani

"...Quasi a riprova delle polivalenze simboliche e degli archetipi lungamente cercati da C.G. Jung, i materiali simbolici di questa Porta del Sole rimandano agli albori della storia lasciando intatto il mistero del collegamento fra "segno" e "significato" fuori da ogni pseudoscientifica teoria del simbolismo. L’artista contemporaneo è ormai approdato alla definitiva inquietante relativizzazione della nostra cultura occidentale che non può più, dopo la grande svolta dell’arte astratta di questo secolo,contare sulla sua universalizzazione. ...Di questa grande cultura figurativa che trionferà della favolosa Milano dei travolgenti "anni Sessanta" tu Nico sei un degno "figlio naturale". Ma una Porta del Sole proprio qui a Milano, non avrai osato troppo?"


Vittore Castiglioni

"...E’ un mondo surreale quello di Nico De Sanctis, o addirittura di sogno. Perché si nota che le composizioni e le immagini gli nascono dentro senza sforzo assieme alla vena ironica e ad un sottile senso erotico. Ma, alla fine,resta l’interrogativo: che cosa voleva dire? A meno che sia proprio la domanda destinata a rimanere senza risposta la chiave dell’arte del De Sanctis: il gioco del senza senso, il gioco della fantasia in sfrenata e illogica libertà. Tanto da creare un nuovo mondo completamente sganciato da quello in cui tutti noi viviamo. E assolutamente libero..."


Walter Schöenenberger

"...Oggi il surrealismo non è più un movimento a se stante. Esistono artisti le cui componenti principali sono l’onirico, l’inconscio, i simboli, gli archetipi. Nico De Sanctis appartiene a questi.
Egli svolge un discorso di cui il raccontare per immagini costituisce la spinta più evidente...
Egli evoca immagini con un disegno agile, svelto ma nondimeno sicuro (in cui il critico Alberico Sala ha visto un riferimento a Dufy) moltiplicando le apparizioni, le metamorfosi, gli esseri delle fiabe, gli scenari di storie strane, le mescolanze di personaggi veri ed inventati..."


Donato Di Poce

"Seguo da oltre dieci anni, con molto interesse e ammirazione l’evoluzione artistica e poetica di questo artista capace di sorprenderci e meravigliarci a ogni mostra, a ogni ciclo tematico, con il suo eclettismo tecnico (rivelatosi prima come grande illustratore delle Favole di Esopo, da impareggiabile disegnatore, poi come pittore di microcosmi surreali che hanno metabolizzato la lezione di Brauner, Picabia, Klee e Delaunay, infine come designer di cui vorrei ricordare su tutte la sua splendida Porta del Sole.
...Nico De Sanctis con suoi PLEX è riuscito a dare trasparenza alla materia e a dare vita eterna a frammenti morti di forme e segni, realizzando il sogno di Lukàcs di dare anima alle forme e rendere visibile l’invisibile. Direi anche che è riuscito a ricomporre la fragilità del tempo e delle cose, ricomponendo mondi interiori e dando forma all’incompiuto e al frammentario, come un grande artista e creatore di metafore poteva fare, nel segno della leggerezza e dell’invenzione.
...Uno sguardo d’insieme ai lavori di De Sanctis , rivela la sua natura onirica e surreale come se la sua anima fosse attraversata dalle "migrazioni" di Chagall, dai "sogni" di Savinio, dalla "leggerezza" di Melotti, dall’universo segnico di Mirò.
...Nico non dipinge oggetti, ma ricordi di oggetti, non dipinge Storie, ma INDIZI, non dipinge idee ma pensieri, non dipinge la felicità, ma l’idea di felicità."


Enzo De Martino

"Un mondo di surrealismo ludico, quasi di sogno giocoso, trascritto, specie nei lavori più recenti con una operazione figurale rarefatta e raffinata, fatta di colori tenui e delicati, di sfumature e velature impercettibili..."


Alberico Sala

"Il segno di Nico De Sanctis è realistico ed infabulato, preciso nei particolari come accade agli autentici visionari, che non hanno bisogno di ricorrere al non finito, o alle atmosfere annebbiate. Ha filtrato le esperienze altrui senza troppa soggezione; si può pensare ad una certa atmosfera surrealista, così come alcuni brani di colore possono rimandare a Dufy, e l’impaginazione sbrigliata di alcune parti richiamare le strutture volanti di Chagall. Ma l’esito è unitario, limpidamente personale.


Franco Batacchi

"...La pittura di De Sanctis non è merce di arredamento, né - per dirla con Borsato - pittore di serie C. Il guaio sta nel fatto che non è neanche pittura di serieA: vale a dire che non rientra nelle usuali classifiche, con relative etichette intercambiabili. Richiederebbe ad ogni tentativo di mediazione critica nei confronti del pubblico, un’approfondita disamina: è pittura "fuori serie". Si muove nello sterminato territorio compreso fra Gioco e Sogno. De Sanctis semina simulacri onirico-ludici, fantasmi della memoria che affiorano da sereni remakes bagnati nella luce di un caleidoscopio fatto ruotare in dimensione atemporale. Per un’arte come questa servirebbero nuovi spazi di discussione, possibilità di confronto e dialogo, tanto tempo: merce rara in una città che somiglia sempre più alle altre." (Venezia)


Sergio Garbato

"Con i lavori esposti a Lugano (e la mostra è stata presentata da Schöenenberger, Direttore dei Musei Ticinesi), De Sanctis si rifà ora più direttamente alle tematiche del sogno, cercando di rintracciarvi, piuttosto che l’interpretazione dei simboli, una logica interna, puntando su un discorso che intuitivamente ripercorre le indicazioni di Roger Caillois e Gaston Bachelard. E’ proprio qui sta il rapporto tra De Sanctis ed il surrealismo...
Nico De Sanctis è un artista eclettico, che si dedica con entusiasmo inesausto e gusto della sperimentazione e della contaminazione, alle forme ed ai materiali più disparati, ma poi torna inevitabilmente alla pittura e al disegno, con risultati che l’assenza temporanea contribuisce a rendere più vividi e singolari. Il suo mondo e dei suoi modi espressivi possono essere, a tutta prima, circoscritti nella definizione che egli stesso ha scelto per sé: surrealismo ludico."


Miklos N. Varga

"Nico De Sanctis accentra in sé la poetica del "mal fantastico" a scopo liberatorio con lo sguardo vagante fra i dubbi della ragione ed i mutamenti subliminali dei "punti di vista" immaginativi.
Un andare e venire, il suo, dal segno al sogno e viceversa che trova particolare affinità elettiva al riscontro degli antesignani "storici" più del fantastico che del surreale, comunque sempre all’insegna della partecipazione "metafisica" al farsi della realtà del mondo...
...Pur restando fedele all’impianto tradizionale dei modi di raffigurazione (es. l’immagine a fronte del referente testuale), egli riesce a padroneggiare abilmente un certo raptus segnico eludendo il rischio di concedersi al piacere illustrativo..."


Ugo Chiarelli

"...La pittura di De Sanctis, si basa di preferenza su fondali cupi sui quali si adagiano morbide sfumature per poi prorompere in colori vivaci - mai aggressivi - sovente vezzeggiati dalle porporine, con i quali ottiene effetti di rilievo e immagini pensose, sempre contenuti e delineate dalla maestria del disegno che può divagare fra canoni romantici ed estri modernissimi."


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